4 zampe sul lago e mostra di pittura

Locandina Animali 2019 Lia Adornato

La Mostra collettiva di pittura con ben sette pittori sullo stesso tema è abbinata alla giornata “4 zampe sul lago”, una manifestazione cinofila dedicata al Bovaro del Bernese, buon divertimento!

4 zampe sul lago.jpg

Annunci

Cronache bucoliche

Vivere in collina è sicuramente piacevole. Si mangiano le ciliegie direttamente dall’albero. Si è circondati da boschi e campi quando ci si sposta. Si possono vedere degli animali selvatici nel loro ambiente naturale. Si può coltivare un orto o tenere un pollaio.

Ovviamente ci sono anche dei “contro”, in una sistemazione bucolica. I mezzi di trasporto pubblici, per esempio, non sono frequenti. In questo periodo è sconsigliato camminare nei bei prati da sfalcio, se non si vuole essere inseguiti con i forconi: l’erba, per essere sfalciata e fungere da cibo per gli animali da stalla, deve essere in piedi. Un agricoltore giustamente imbufalito potrebbe rivoltarsi anche contro un astronave in atterraggio da Kepler 452b, ribaltando il significato dell’espressione “incontri ravvicinati del terzo tipo”.

I sentieri del bosco non sono ancora sgombri da tutti gli alberi caduti dopo la grande nevicata del 5 marzo. Non ricordate la grande nevicata del 5 marzo? Fatevi una domanda e datevi una risposta. Gli animali selvatici fanno il loro mestiere: i predatori predano, gli erbivori mangiano anche nei campi coltivati, gli onnivori fanno entrambe le cose. Ma soprattutto tutti gli animali selvatici esistono, fanno parte dell’ecosistema anche quando danno noia.

E gli animali domestici? E l’orto? Nel mio caso la questione orto è fortemente connessa a quella dei domestici. Non è difficile da comprendere: non c’è un solo angolo di giardino in cui non si notino le conseguenze della nostra decisione di avere un cane di taglia medio-grande. Altro? Ho sempre detto che allevare galline è facilissimo. E fino a un paio di mesi fa, dopo circa cinque anni di pratica, ne ero ancora convinta. Poi abbiamo acquistato la Bianchina. Da quel giorno ogni sera devo andarla a recuperare nei posti più assurdi, che lei scambia per il posatoio. E ogni tre giorni devo estrarla dalla bocca del cane, perché 75 metri quadri di pollaio per lei non sono adeguati  e nel superare le recinzioni è più abile di Sylvester Stallone in “Fuga per la vittoria”. Penso che prenderò due piccioni con una fava (altri volatili….) e insegnerò al cane a riportarla in pollaio in autonomia, quando la agguanta durante le sue gite. Tanto, se non se l’è mangiata fino ad adesso, dubito che il suo scopo sia quello.

 

Mistero misterioso

Questo fine settimana ci ha portato un’influenza collettiva, una gallina e un gattino nuovo nuovo.
Un’occhiata sotto la coda ci ha permesso di stabilire che il gatto è femmina, per lei è stato scelto il nome di Uhura, seguendo la tradizione Star Trek dei nomi felini ascrivibile a questa casa.
La piccola non è ancora del tutto autosufficiente, ma è già irresistibile e quindi ha fatto passare in secondo piano l’arrivo di Gelsomina, gallina ovaiola leggera, che attualmente sta schivando i colpi di becco delle più anziane. Non molti lo sanno, ma i polli hanno una gerarchia piuttosto rigida.
Nel frattempo…..la tribù dei nasi colanti, mal di testa cronico, figlia a casa dall’asilo, minestrone di pensieri sconnessi che sciaguatta nella scatola cranica. Confusione mentale. E di qui il mistero: ma come avrò fatto a suonare decentemente Chopin ieri pomeriggio? E non me lo sono sognato: sono effettivamente andata a lezione di piano e i maestri mi hanno detto che il pezzo era bello (compatibilmente con la mia abilità).
Prendere nota: per suonare bene spegnere il cervello? Non mi torna.

Impressioni di gennaio

E’ un periodo un po’ così e così.

La piccola sta abbandonando il passeggino. E per fortuna, visto che è una specie di poltrona deluxe semovibile ma pesante ed io me la devo trascinare su per la collina. Ora rimane solo il seggiolone. Una specie di iceberg alla deriva in cucina (insomma, ordine di grandezza della stanza comparabile a un catino da bucato).

Il signor Worf ha deciso che rientra in casa, anche se c’è la figlia. Il che si traduce in un bel via vai: il gatto che corre da un nascondiglio all’altro mentre la bambina lo rincorre felice urlando e cercando di acchiappare la coda, manco fosse su una giostra per infanti. Alla fine Worf si arrende e vuole uscire: scivola dalla finestra mentre le urla di mia figlia si moltiplicano virando al lamentoso. Se non fosse che mi manca solo la giacca con le mostrine per essere in tutto e per tutto un portiere per felini ci sarebbe anche da ridere.

La vita sociale non è molto spumeggiante, causa nebbia, nevicate e influenze. Capisci che proprio non s’ha da fare quando non riesci a fissare una serata con una coppia di amici per due volte di seguito. Sarà il momento. Mia nonna chiamava i giorni di fine gennaio “i giorni della merla”. Con la “L”, mi raccomando: tipo la femmina del merlo. Secondo tradizione dovrebbero essere i più freddi.

Apro facebook e trovo le rampogne di un’amica (amica raggiungibile anche normalmente) contro non so quale contatto – potrei essere anche io- che ha osato fare un commento su un suo post. Senza indicare il colpevole gli si ingiunge di prodursi in una scodella di crucifere sue, poiché, chiunque egli/ella sia, non è al centro della di lei vita. Sono perplessa. La risolvo facendo una precisazione: tutto quello che posti appare sulla “home” dei tuoi contatti, che siano fidanzati, mariti, o cugini dell’amica che hai tirato dentro perché erano nuovi del social network. Se non vuoi che si facciano commenti sulle tue vicende l’unica è non produrre post sulle stesse.

Il ragionamento capita a fagiolo: ho un po’ di contatti che si sono innamorati e forse non hanno previsto la portata delle loro esternazioni su facebook. L’effetto è stato simile al rovesciamento di una botte di miele direttamente sul web. Vabbè, aria nuova, primaverile. Ma non so se a loro va bene che, oltre che la diretta interessata, anche l’ultimo e il più antipatico dei colleghi di lavoro, piuttosto che il capo o, peggio, il nonno informatizzato ed informato, sappiano che pensi sempre a Gertrude e vorresti testè metterle la lingua in bocca. O che Giampiero è al centro della tua vita e stai smaniando per un bollente incontro. Giusto per fare un esempio. Ma potrebbe essere anche peggio.

La scrittura è più affilata di una spada, diceva in soldoni un vecchio detto. Ma potrebbe essere anche la katana di uno che fa harakiri.

Vale anche per me, nessuno escluso.